Si definisce acufene un’esperienza uditiva che si manifesta con la percezione di un fischio nelle orecchie in assenza di una causa esterna. Alcuni esperti la considerano un’allucinazione uditiva, poiché viene percepita solo dalla persona che la sperimenta in prima persona.

Sebbene non sia classificabile come una malattia, l’acufene può trasformarsi in un disturbo impattante sulla qualità di vita quando diventa cronico, ovvero quando si presenta in modo persistente e ripetuto nel corso della giornata.

Solitamente, non rappresenta motivo di preoccupazione immediata, ma è consigliabile non ignorarlo poiché potrebbe indicare la presenza di disturbi uditivi o neurologici.

Sintomi dell’acufene

Come accennato in precedenza, il fischio all’orecchio è sicuramente il segno più riconoscibile di questa condizione, ma l’acufene può manifestarsi con una varietà di rumori fastidiosi, tra cui ronzio, tinnito, fruscio o sibilo.

Gli episodi possono variare nella durata e presentarsi in una o entrambe le orecchie con intensità differenti. 

Gli acufeni acuti (o temporanei) durano da pochi secondi ad alcuni giorni, e spesso si verificano dopo l’esposizione a suoni forti, come colpi di arma da fuoco senza protezione auricolare o improvvise esplosioni di macchinari. Gli acufeni cronici, al contrario, possono persistere per mesi o addirittura anni.

Cause dell’acufene

Le cause dell’acufene sono ancora sconosciute. Statisticamente, è possibile individuare alcuni fattori di rischio che si accompagnano a questo disturbo, tra cui:

  • problemi di udito
  • sindrome di Ménière
  • ipoacusia da rumore
  • ansia
  • cervicale
  • assunzione farmaci ototossici 

Gli acufeni si manifestano anche in presenza di un tappo di cerume, dopo un raffreddore o un trauma cranico, possono insorgere a seguito di un’infezione e manifestarsi in presenza di altre circostanze, sia di entità lieve che grave, tra cui alterazioni della tromba di Eustachio, patologie cerebrali, sclerosi multipla, neurinoma acustico ed insorgenze tumorali.

Come viene effettuata la diagnosi 

La diagnosi dell’acufene si basa sul racconto dei pazienti (anamnesi) e su un’approfondita valutazione della loro storia clinica, seguita da esami strumentali come il controllo dell’udito (esami audiometrici), l’ispezione del condotto uditivo, della rinofaringe e, se necessario, una risonanza magnetica.

Possibili rimedi dell’acufene

Al momento, non esiste ancora una cura definitiva per l’acufene cronico. Tuttavia, diversi approcci terapeutici, come la Tinnitus Retraining Therapy (TRT), che maschera il rumore tramite terapia del suono per abituare il cervello al fischio e ridurne la percezione, spesso si dimostrano efficaci nel gestire e alleviare l’impatto di questo disturbo sulla qualità di vita dei pazienti.

Se la causa è attribuibile ad un tappo di cerume o ad altre condizioni che possono essere curate mediante intervento farmacologico o chirurgico, come ad esempio l’otosclerosi, l’acufene potrebbe scomparire con il trattamento e il conseguente recupero.

Il ruolo degli apparecchi acustici

Va precisato che non esiste un collegamento diretto tra acufene e perdita dell’udito, anche se spesso i soggetti con ipoacusia sperimentano anche l’acufene. Sebbene si ipotizzi un’origine comune (danni alle cellule ciliate, esposizione prolungata al rumore, ecc.), le due condizioni sembrano non essere direttamente correlate.

Gli studi sui potenziali benefici derivanti dall’uso degli apparecchi acustici mostrano risultati contrastanti. Alcuni indicano un impatto positivo, sia da soli che in combinazione con la TRT. Altri, non hanno evidenziato esiti significativi.

La teoria prevalente è che gli apparecchi acustici possano aiutare i pazienti affetti da acufene cronico in quanto agevolano una migliore percezione dei rumori ambientali sottili, riducendo di conseguenza l’attenzione al fischio. In aggiunta, un udito ben funzionante può contribuire a ridurre lo stress causato dall’acufene, che ne alimenta frequenza e intensità.

Inoltre, alcuni apparecchi acustici – programmabili da un tecnico audioprotesista – prevedono funzionalità specifiche per “allenare” l’udito e attenuare l’impatto dell’acufene nella vita quotidiana attraverso appositi programmi d’ascolto.

A quale professionista rivolgersi? 

La gestione dell’acufene può coinvolgere medici di base, specialisti in otorinolaringoiatria, audiologi e professionisti sanitari orientati al benessere neurologico

Presso i nostri centri acustici sono disponibili trattamenti all’avanguardia per l’acufene. 

Se risiedi a Roma, ti invitiamo a usufruire di una consulenza gratuita per valutare le opzioni di trattamento personalizzate e migliorare la gestione del tuo acufene. 

15 Dicembre 2023

Si definisce acufene un’esperienza uditiva che si manifesta con la percezione di un fischio nelle orecchie in assenza di una causa esterna. Alcuni esperti la considerano un’allucinazione uditiva, poiché viene percepita solo dalla persona che la sperimenta in prima persona.

Sebbene non sia classificabile come una malattia, l’acufene può trasformarsi in un disturbo impattante sulla qualità di vita quando diventa cronico, ovvero quando si presenta in modo persistente e ripetuto nel corso della giornata.

Solitamente, non rappresenta motivo di preoccupazione immediata, ma è consigliabile non ignorarlo poiché potrebbe indicare la presenza di disturbi uditivi o neurologici.

Sintomi dell’acufene

Come accennato in precedenza, il fischio all’orecchio è sicuramente il segno più riconoscibile di questa condizione, ma l’acufene può manifestarsi con una varietà di rumori fastidiosi, tra cui ronzio, tinnito, fruscio o sibilo.

Gli episodi possono variare nella durata e presentarsi in una o entrambe le orecchie con intensità differenti. 

Gli acufeni acuti (o temporanei) durano da pochi secondi ad alcuni giorni, e spesso si verificano dopo l’esposizione a suoni forti, come colpi di arma da fuoco senza protezione auricolare o improvvise esplosioni di macchinari. Gli acufeni cronici, al contrario, possono persistere per mesi o addirittura anni.

Cause dell’acufene

Le cause dell’acufene sono ancora sconosciute. Statisticamente, è possibile individuare alcuni fattori di rischio che si accompagnano a questo disturbo, tra cui:

  • problemi di udito
  • sindrome di Ménière
  • ipoacusia da rumore
  • ansia
  • cervicale
  • assunzione farmaci ototossici 

Gli acufeni si manifestano anche in presenza di un tappo di cerume, dopo un raffreddore o un trauma cranico, possono insorgere a seguito di un’infezione e manifestarsi in presenza di altre circostanze, sia di entità lieve che grave, tra cui alterazioni della tromba di Eustachio, patologie cerebrali, sclerosi multipla, neurinoma acustico ed insorgenze tumorali.

Come viene effettuata la diagnosi 

La diagnosi dell’acufene si basa sul racconto dei pazienti (anamnesi) e su un’approfondita valutazione della loro storia clinica, seguita da esami strumentali come il controllo dell’udito (esami audiometrici), l’ispezione del condotto uditivo, della rinofaringe e, se necessario, una risonanza magnetica.

Possibili rimedi dell’acufene

Al momento, non esiste ancora una cura definitiva per l’acufene cronico. Tuttavia, diversi approcci terapeutici, come la Tinnitus Retraining Therapy (TRT), che maschera il rumore tramite terapia del suono per abituare il cervello al fischio e ridurne la percezione, spesso si dimostrano efficaci nel gestire e alleviare l’impatto di questo disturbo sulla qualità di vita dei pazienti.

Se la causa è attribuibile ad un tappo di cerume o ad altre condizioni che possono essere curate mediante intervento farmacologico o chirurgico, come ad esempio l’otosclerosi, l’acufene potrebbe scomparire con il trattamento e il conseguente recupero.

Il ruolo degli apparecchi acustici

Va precisato che non esiste un collegamento diretto tra acufene e perdita dell’udito, anche se spesso i soggetti con ipoacusia sperimentano anche l’acufene. Sebbene si ipotizzi un’origine comune (danni alle cellule ciliate, esposizione prolungata al rumore, ecc.), le due condizioni sembrano non essere direttamente correlate.

Gli studi sui potenziali benefici derivanti dall’uso degli apparecchi acustici mostrano risultati contrastanti. Alcuni indicano un impatto positivo, sia da soli che in combinazione con la TRT. Altri, non hanno evidenziato esiti significativi.

La teoria prevalente è che gli apparecchi acustici possano aiutare i pazienti affetti da acufene cronico in quanto agevolano una migliore percezione dei rumori ambientali sottili, riducendo di conseguenza l’attenzione al fischio. In aggiunta, un udito ben funzionante può contribuire a ridurre lo stress causato dall’acufene, che ne alimenta frequenza e intensità.

Inoltre, alcuni apparecchi acustici – programmabili da un tecnico audioprotesista – prevedono funzionalità specifiche per “allenare” l’udito e attenuare l’impatto dell’acufene nella vita quotidiana attraverso appositi programmi d’ascolto.

A quale professionista rivolgersi? 

La gestione dell’acufene può coinvolgere medici di base, specialisti in otorinolaringoiatria, audiologi e professionisti sanitari orientati al benessere neurologico

Presso i nostri centri acustici sono disponibili trattamenti all’avanguardia per l’acufene. 

Se risiedi a Roma, ti invitiamo a usufruire di una consulenza gratuita per valutare le opzioni di trattamento personalizzate e migliorare la gestione del tuo acufene. 

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