
Sin dall’alba dei tempi, le nostre orecchie hanno rivestito un ruolo fondamentale per la sopravvivenza e l’evoluzione della specie. Grazie alla capacità di ascoltare, infatti, l’uomo ha potuto interagire con i suoi simili e individuare tempestivamente eventuali pericoli nelle vicinanze.
Ascoltare, quindi, è di vitale importanza, ma c’è anche il rovescio della medaglia: la perdita uditiva causata dall’esposizione ai rumori troppo forti (ipoacusia da rumore). Una condizione che si è affermata soprattutto in età moderna, complice l’inquinamento acustico tipico della vita metropolitana.
Tuttavia, come rivelano le statistiche dell’OMS, le fonti di suono più insidiose per l’udito non sono le sirene, i clacson o i rumori dei cantieri: sono le cuffie.
La tendenza dei più giovani, in particolare della Gen Z, ad ascoltare la musica attraverso auricolari e cuffie ad alto volume per ore e ore, spesso addirittura per l’intera giornata, sembra essere una delle principali cause per cui, secondo le stime dell’OMS, l’ipoacusia diventerà un problema di salute globale nei prossimi anni.
I numeri dell’OMS
L’OMS avverte: oltre 1 miliardo di giovani adulti, tra i 12 e i 35 anni, è a rischio di perdita uditiva permanente a causa di pratiche di ascolto poco sicure. Nello specifico, si stima che una persona su dieci soffrirà di perdita uditiva invalidante entro il 2050.
Lo studio Apple
Altri studi autorevoli sembrano confermare questo preoccupante trend.
Nel 2019, Rick Neitzel e il suo team dell’Università del Michigan hanno avviato l’Apple Hearing Study, un’iniziativa in collaborazione con Apple per analizzare l’esposizione quotidiana ai suoni e le abitudini di ascolto delle persone.
Più di 180.000 volontari hanno contribuito fornendo dati dai loro dispositivi Apple.
Questo studio proponeva di esaminare per quanto tempo e a che volume gli utenti siano abituati ad ascoltare la musica. Al momento, i risultati mostrano che 1 utilizzatore su 3 è esposto a livelli eccessivi del suono.
Neitzel ha inoltre evidenziato che la maggior parte di essi non solo tende ad ascoltare la musica a volumi elevati, ma lo fa per periodi prolungati.
Cuffie ad alto volume e consapevolezza dei rischi
Nel 2022, AlQahtani e la sua equipe hanno condotto uno studio trasversale per esaminare la consapevolezza riguardo alla perdita dell’udito indotta dal rumore e ai rischi per l’udito.
L’obiettivo principale era capire quanto le persone fossero informate sulla relazione tra l’uso delle cuffie e la NIHL (ipoacusia neurosensoriale).
Il sondaggio, composto da circa 40 domande suddivise in sei sezioni, ha coinvolto un campione di 1.086 partecipanti tra i 18 e i 55 anni. Tra i fattori presi in esame vi erano l’età dei soggetti, i livelli di rumore a cui erano esposti e la durata delle sessioni di ascolto settimanali.
I problemi di udito erano più comuni tra coloro che lavoravano in ambienti rumorosi e aumentavano significativamente con sessioni di ascolto superiori a cinque ore al giorno. Lo studio, inoltre, ha evidenziato una scarsa consapevolezza pubblica sui rischi di perdita dell’udito causati da pratiche d’ascolto scorrette.
Consigli sull’ascolto sicuro
Per proteggere la tua salute uditiva, l’OMS raccomanda di mantenere l’esposizione ai suoni al di sotto dei 70 decibel, poiché a questo livello il rischio di ipoacusia da rumore si riduce notevolmente.
Un buon punto di partenza è seguire la regola del 60:60: ascolta la musica per non più di 60 minuti al giorno con il volume impostato al 60% del massimo. Questa semplice pratica può aiutarti a goderti i tuoi brani preferiti senza compromettere il tuo udito.

15 Ottobre 2024
Sin dall’alba dei tempi, le nostre orecchie hanno rivestito un ruolo fondamentale per la sopravvivenza e l’evoluzione della specie. Grazie alla capacità di ascoltare, infatti, l’uomo ha potuto interagire con i suoi simili e individuare tempestivamente eventuali pericoli nelle vicinanze.
Ascoltare, quindi, è di vitale importanza, ma c’è anche il rovescio della medaglia: la perdita uditiva causata dall’esposizione ai rumori troppo forti (ipoacusia da rumore). Una condizione che si è affermata soprattutto in età moderna, complice l’inquinamento acustico tipico della vita metropolitana.
Tuttavia, come rivelano le statistiche dell’OMS, le fonti di suono più insidiose per l’udito non sono le sirene, i clacson o i rumori dei cantieri: sono le cuffie.
La tendenza dei più giovani, in particolare della Gen Z, ad ascoltare la musica attraverso auricolari e cuffie ad alto volume per ore e ore, spesso addirittura per l’intera giornata, sembra essere una delle principali cause per cui, secondo le stime dell’OMS, l’ipoacusia diventerà un problema di salute globale nei prossimi anni.
I numeri dell’OMS
L’OMS avverte: oltre 1 miliardo di giovani adulti, tra i 12 e i 35 anni, è a rischio di perdita uditiva permanente a causa di pratiche di ascolto poco sicure. Nello specifico, si stima che una persona su dieci soffrirà di perdita uditiva invalidante entro il 2050.
Lo studio Apple
Altri studi autorevoli sembrano confermare questo preoccupante trend.
Nel 2019, Rick Neitzel e il suo team dell’Università del Michigan hanno avviato l’Apple Hearing Study, un’iniziativa in collaborazione con Apple per analizzare l’esposizione quotidiana ai suoni e le abitudini di ascolto delle persone.
Più di 180.000 volontari hanno contribuito fornendo dati dai loro dispositivi Apple.
Questo studio proponeva di esaminare per quanto tempo e a che volume gli utenti siano abituati ad ascoltare la musica. Al momento, i risultati mostrano che 1 utilizzatore su 3 è esposto a livelli eccessivi del suono.
Neitzel ha inoltre evidenziato che la maggior parte di essi non solo tende ad ascoltare la musica a volumi elevati, ma lo fa per periodi prolungati.
Cuffie ad alto volume e consapevolezza dei rischi
Nel 2022, AlQahtani e la sua equipe hanno condotto uno studio trasversale per esaminare la consapevolezza riguardo alla perdita dell’udito indotta dal rumore e ai rischi per l’udito.
L’obiettivo principale era capire quanto le persone fossero informate sulla relazione tra l’uso delle cuffie e la NIHL (ipoacusia neurosensoriale).
Il sondaggio, composto da circa 40 domande suddivise in sei sezioni, ha coinvolto un campione di 1.086 partecipanti tra i 18 e i 55 anni. Tra i fattori presi in esame vi erano l’età dei soggetti, i livelli di rumore a cui erano esposti e la durata delle sessioni di ascolto settimanali.
I problemi di udito erano più comuni tra coloro che lavoravano in ambienti rumorosi e aumentavano significativamente con sessioni di ascolto superiori a cinque ore al giorno. Lo studio, inoltre, ha evidenziato una scarsa consapevolezza pubblica sui rischi di perdita dell’udito causati da pratiche d’ascolto scorrette.
Consigli sull’ascolto sicuro
Per proteggere la tua salute uditiva, l’OMS raccomanda di mantenere l’esposizione ai suoni al di sotto dei 70 decibel, poiché a questo livello il rischio di ipoacusia da rumore si riduce notevolmente.
Un buon punto di partenza è seguire la regola del 60:60: ascolta la musica per non più di 60 minuti al giorno con il volume impostato al 60% del massimo. Questa semplice pratica può aiutarti a goderti i tuoi brani preferiti senza compromettere il tuo udito.




