Recenti studi hanno esaminato il possibile collegamento tra malattie cardiovascolari e ipoacusia improvvisa idiopatica, una condizione caratterizzata da una perdita uditiva istantanea o che avviene in tempi rapidi (entro 72 ore).

Sebbene le cause precise rimangano poco chiare, la ricerca suggerisce che questa condizione abbia origine nell’orecchio interno, pertanto viene classificata come una forma di ipoacusia neurosensoriale.

Uno studio recente, pubblicato sull’American Journal of Audiology, ha esaminato l’associazione tra fattori di rischio cardiovascolare, gravità dell’ipoacusia e incidenza sui tempi di recupero.

Lo studio

Gli autori, un’equipe di ricercatori dell’University of Colorado, hanno raccolto e analizzato dati provenienti dalle cartelle cliniche di 90 pazienti valutati per ipoacusia neurosensoriale improvvisa. 

I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi in base alla presenza di fattori di rischio cardiovascolare maggiori, tra cui:

  • fumo attivo/passivo
  • diabete
  • ipertensione
  • colesterolo alto

Per valutare la gravità dell’ipoacusia, sono state calcolate due medie di tono puro, mentre il recupero completo è stato definito come una differenza di almeno 10 dB tra l’udito iniziale e quello riscontrato al follow-up.

Esiti della ricerca

La maggior parte dei pazienti (67,8%) presentava uno o più fattori di rischio cardiovascolare, ma non è stata riscontrata una differenza significativa nella gravità dell’ipoacusia tra i due gruppi. 

Tuttavia, il recupero è risultato inferiore nei fumatori attuali/ex-fumatori rispetto ai non fumatori. 

I risultati dello studio indicano che il prognostico del recupero dell’ipoacusia neurosensoriale improvvisa a basse frequenze è peggiore nei fumatori attuali e negli ex fumatori rispetto ai non fumatori. Al contrario, altri fattori di rischio cardiovascolare e il punteggio di rischio aggregato non sembrano avere un impatto significativo”. 

Questi risultati sottolineano l’importanza di smettere di fumare per migliorare le probabilità di recupero dell’udito dopo aver sperimentato un episodio di ipoacusia improvvisa. 

In ogni caso, di fronte ai primi segni di perdita uditiva, è consigliabile rivolgersi a uno specialista per una valutazione precisa e un trattamento mirato.

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20 Febbraio 2024

Recenti studi hanno esaminato il possibile collegamento tra malattie cardiovascolari e ipoacusia improvvisa idiopatica, una condizione caratterizzata da una perdita uditiva istantanea o che avviene in tempi rapidi (entro 72 ore).

Sebbene le cause precise rimangano poco chiare, la ricerca suggerisce che questa condizione abbia origine nell’orecchio interno, pertanto viene classificata come una forma di ipoacusia neurosensoriale.

Uno studio recente, pubblicato sull’American Journal of Audiology, ha esaminato l’associazione tra fattori di rischio cardiovascolare, gravità dell’ipoacusia e incidenza sui tempi di recupero.

Lo studio

Gli autori, un’equipe di ricercatori dell’University of Colorado, hanno raccolto e analizzato dati provenienti dalle cartelle cliniche di 90 pazienti valutati per ipoacusia neurosensoriale improvvisa. 

I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi in base alla presenza di fattori di rischio cardiovascolare maggiori, tra cui:

  • fumo attivo/passivo
  • diabete
  • ipertensione
  • colesterolo alto

Per valutare la gravità dell’ipoacusia, sono state calcolate due medie di tono puro, mentre il recupero completo è stato definito come una differenza di almeno 10 dB tra l’udito iniziale e quello riscontrato al follow-up.

Esiti della ricerca

La maggior parte dei pazienti (67,8%) presentava uno o più fattori di rischio cardiovascolare, ma non è stata riscontrata una differenza significativa nella gravità dell’ipoacusia tra i due gruppi. 

Tuttavia, il recupero è risultato inferiore nei fumatori attuali/ex-fumatori rispetto ai non fumatori. 

I risultati dello studio indicano che il prognostico del recupero dell’ipoacusia neurosensoriale improvvisa a basse frequenze è peggiore nei fumatori attuali e negli ex fumatori rispetto ai non fumatori. Al contrario, altri fattori di rischio cardiovascolare e il punteggio di rischio aggregato non sembrano avere un impatto significativo”. 

Questi risultati sottolineano l’importanza di smettere di fumare per migliorare le probabilità di recupero dell’udito dopo aver sperimentato un episodio di ipoacusia improvvisa. 

In ogni caso, di fronte ai primi segni di perdita uditiva, è consigliabile rivolgersi a uno specialista per una valutazione precisa e un trattamento mirato.

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